Giornata internazionale della famiglia: una nuova idea di cura

Giornata internazionale della famiglia: una nuova idea di cura

Non è un 15 maggio come tutti gli altri per alcuni di noi, che per la prima volta tengono un frugoletto tra le mani. Certo, è dal 1994 che l’Onu ha indetto la Giornata internazionale della famiglia ed è da quando siamo nati che facciamo parte di una famiglia, ma è solo quando arriviamo a crearne una che la responsabilità che abbiamo verso il nuovo nato ci porta a riflettere sul più profondo significato di quella parola così usuale e scontata.

Quindi cos’è davvero la famiglia? O ancora meglio, qual è il suo scopo primario, che addirittura l’Onu protegge e celebra come fondamento della società tutta?

Cos’è la famiglia?

Dimentichiamoci la definizione di mamma, di papà e dei compiti ai ruoli connessi, ché il nominalismo è una questione filosofica antica e superata! Il vero significato della famiglia è da ricercare non nella sua composizione, ma nella sua funzione che si proietta sempre un po’ oltre l’uscio di casa.

In effetti, la famiglia è il nucleo fondante della società, che si articola come un insieme di persone tra loro intime e che funge da mediazione tra l’espressione dell’individualità di ogni soggetto e la necessità della partecipazione ai grandi gruppi sociali.

Questo significa che la famiglia è deputata alla relazione primaria tra figure genitoriali e neonato, l’educazione di una nuova persona, che nella maturità sarà in grado di essere un soggetto autonomo e di rispettare l’autonomia degli altri soggetti da cui è costituita la realtà.

A questo proposito, non risulta più troppo strano che addirittura l’Onu indichi una giornata di celebrazioni per questo nucleo fondamentale della società.

Giornata internazionale della famiglia ieri e oggi

La Giornata internazionale della famiglia è stata istituita nel 1993 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per sottolineare universalmente l’importanza del ruolo che ricopre la famiglia, in relazione a processi sociali ed economici.

Ogni hanno le giornate della famiglia vengono declinate su diversi argomenti, ancora ad intendere la grande rilevanza trasversale delle famiglie all’interno del tessuto sociale.

Quest’anno le iniziative vertono sul tema dell’equilibrio effettivo tra esigenze lavorative e familiari (work-family balance).  Infatti, se è vero che la famiglia deve garantire sostentamento materiale ed economico ai figli, tale per cui il lavoro è imprescindibile, bisogna dedicare gli stessi sforzi alla loro educazione.
Per educazione intendiamo tutte quelle attività, implicite ed esplicite, che mirano a trasmettere valori, principi e concetti e che concorrono a stimolare la crescita del bambino, sia fisica che intellettiva nel rispetto delle sue propensioni e capacità. Tutto non dimenticando mai l’orizzonte sociale di riferimento e successivo inserimento.

Il ruolo della Famiglia nel neurosviluppo del bambino

Le teorie psicologiche e psicodinamiche dell’ultimo secolo insistono in modo diverso sull’importanza che riveste l’ambiente nel processo di crescita di ogni bambino.
Le funzioni cognitive, inferiori e superiori, si sviluppano in seguito a risposte agli stimoli circostanti, che però non devono mai superare la capacità di ogni bambino di affrontarle.
La famiglia, pensata in senso lato anche come luogo, per il bambino piccolo rappresenta tutto:

  • La prima occasione di socializzazione
  • Un ambiente da esplorare
  • Stimoli da accogliere e a cui rispondere
  • Il contesto di soddisfacimento dei bisogni primari
  • La possibilità di crescere e di farlo come individuo
  • Un ambiente sereno dove potersi scoprire e dove poter scoprire

Progetto Tandem, quando la cura inizia in famiglia

Così oggi più che mai si capisce la crucialità di allargare il senso della ‘cura’, facendo interagire le figure genitoriali con quelle sanitarie.
Il benessere dei bambini non si ferma al benessere fisico ma include anche la piena realizzazione delle capacità di ognuno.
Il progetto Tandem, promosso da neoPed, Medicami e SiPPs, è ispirato proprio dal principio dell’estensione delle attività di cura e dalla importanza della collaborazione tra genitori e pediatri.
Il progetto non è altro che un sistema di monitoraggio sulla quotidianità del bambino, in modo da poter essere più consapevoli delle fasi del suo neurosviluppo e intervenire qualora ci fossero campanelli d’allarme.

Gli scopi del progetto sono principalmente 3:

  • Avere una fotografia dello sviluppo neuroevolutivo del bambino nella normalità, confrontando i dati di prevalenza ottenuti con quelli attesi nel contesto italiano
  • Studiare gli effetti positivi dell’azione dei genitori, nel migliorare le funzioni relazionali e comportamentali dei bambini, semplicemente stimolando in loro attenzione e curiosità, dovute all’avere in mano un questionario, cui rispondere una seconda volta in un tempo stabilito
  • Incidere sulla prevenzione dei disturbi del comportamento e dell’apprendimento

Le abitudini e attività che il bambino intraprende spontaneamente nella sua quotidianità sono infatti dati accurati sul suo neurosviluppo, dati che magari non possono essere evinti durante una breve visita pediatrica.

Questa intuizione, avuta da Kuno Beller, è alla base del questionario Progetto Tandem e di quel sodalizio tanto opportuno quanto utile tra famiglia e pediatra, che ha come fine la cura del bambino.