Noia, l’attività che manca

Noia, l’attività che manca

Scuola. Potenziamento d’inglese. Piscina. Pallavolo. Musica. Catechismo.
Un elenco, forse pure incompleto, che è descrizione fedele della vostra impegnata quotidianità, ma soprattutto di quella dei vostri bambini. Ma siamo sicuri che avere un’agenda così fitta sia un bene?
Sappiamo benissimo che ogni attività a cui facciamo partecipare i nostri ragazzi è pensata in quanto opportunità per la loro crescita, per la loro socialità, per la valorizzazione del loro talento, ma tra una peripezia e l’altra per essere sicuri che i vostri orari lavorativi siano compatibili con quelli dell’allenamento pomeridiano, non è che state smarrendo qualcosa? Sicuri di dedicare abbastanza tempo alla noia dei bambini?

Noia, l’idiosincrasia di oggi

Ogni tempo ha idiosincrasia particolare. Quella del nostro sembra essere la noia.
Noi adulti siamo i primi a non permetterci il lusso della noia. Ogni attimo ha da essere capitalizzato, riempito e organizzato. Una smania che, allorché ci si trova a doversi prendere cura di dei pargoli, si riflette nel modello pedagogico adottato, ma soprattutto sui nostri figli, sempre più propensi a sviluppare disturbi correlati all’ansia fin da piccolissimi.
Quando ogni attimo perso diventa una sconfitta, si rischia solo di perdere il senno e la serenità. Per questo, con le vacanze di Natale alle porte, vorremo profondere buone ragioni per convincerti a mettere in stand by l’agenda e permettere a tuo figlio di annoiarsi.

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Perchè bisogna annoiarsi?

Quando è stata l’ultima volta che hai trascorso un pomeriggio noioso? Immaginiamo che, con dei bambini di cui prenderti cura, sia passato molto, molto tempo e che non ti senti nemmeno così dispiaciuto di non avere un ricordo del genere: essere annoiati è noioso, è frustrante e snervante, perchè costringe in un limbo d’inedia e di attesa che sembra non finire mai.

Ode però all’inedia, quella così urticante da stimolarci a cercare un’alternativa; ode a quella calma così piatta che mette in moto il cervello per inventarsi qualcosa per uscire dalla routine: ode all’inedia che nutre la nostra creatività e voglia di crescere quindi.

Recenti studi, condotti da università americane, hanno dimostrato come, in seguito a operazioni ripetitive e noiose, i partecipanti all’esperimento riuscissero a essere più inventivi e ricchi d’idee quando chiamati a fare proposte per le attività da fare successivamente. Infatti quando ci si annoia e il cervello non ha stimoli esterni su cui concentrarsi, affina le aree dedicate al problem solving, come evidenzia un articolo del 2018 pubblicato sulla rivista National Academy of Sciences.

Come solo quando si è in trappola si cerca un modo per uscire, così quando ci si annoia si cerca un modo d’intrattenersi. Al netto di cellulari, tv e console da giochi, il cui utilizzo deve sempre essere limitato!, permettere al bambino di annoiarsi significa permettergli di sviluppare le sue abilità intellettive, cognitive ed esprimere la sua creatività.

Se riuscissimo a rendere l’agenda del bambino più flessibile e soprattutto più spoglia, gli daremo modo di avere più tempo per sé, per annoiarsi, per riflettere, per capire davvero cosa piace o meno, e scoprire quelle abilità che noi non avevamo considerato.